Comunicazione: Reazioni

In Tips di Marketing by jhonnylan

Nel 2018 è cambiato il modo di acquistare e quindi di vendere qualsiasi genere di prodotto. Se pensiamo a 20 anni fa e confrontiamo i giorni nostri possiamo renderci conto di questa rivoluzione. Tu, sei pronto?

OCCASIONE: Su un treno veloce, partiti da Roma verso Milano, si trova Massimo, seduto sul posto 15C, un giovane di bell’aspetto, con barba e capelli curati, indossa una camicia bianca stirata e un completo nero con in mano una 24 ore in pelle; si sta recando nella capitale del nord per lavoro. Giulio, seduto nel posto di fronte, un uomo di mezza età con indosso una camicia a quadri celeste e righe bianche sbottonata sotto il mento e mezza testa senza più capelli. Davanti ai due un tavolino sul quale è poggiata l’ultima copia di un quotidiano sportivo che Giulio sfoglia rumorosamente.

COMUNICAZIONE: Nulla accomuna Massimo e Giulio, ma, la loro necessità di recarsi a Milano, ha creato le basi per una relazione tra due persone che altrimenti non si sarebbero mai visti. Giulio non ha intenzione di trascorrere tutto il viaggio in silenzio sfogliando un giornale che gli interessa solo per le pagine sportive, sceglie di comunicare, per farlo si affida a ciò che conosce meglio, lo sport: “Grande partita ieri, la Roma torna a giocare in Champions”.

NON SI PUÒ NON COMUNICARE: Di fronte a questa comunicazione diretta, l’interlocutore sia che voglia rispondere e condividere una conversazione con il suo compagno di viaggio, sia che preferisca rimanere distaccato e non distrarsi dai suoi pensieri, dovrà rispondere. Esattamente come espresso dalle regole della comunicazione elaborate dalla Scuola di Palo Alto, non si può non comunicare. Vediamo dunque le possibili reazioni:

SQUALIFICAZIONE: Massimo improvvisa una comunicazione inconcludente cercando di cambiare argomento e contraddicendosi spesso, in questa maniera cercada invalidare l’argomento centrale della comunicazione.

NEGAZIONE: Massimo in maniera più o meno cortese informa Giulio di non aver voglia di chiacchierare, prende il suo laptop e comincia a rileggere le slide della sua presentazione, rifiutando la comunicazione.

IMPEDIMENTO: Massimo sbadiglia e si gira verso il finestrino facendo intendere a Giulio che è molto stanco, probabilmente perchè ha lavorato tutta la notte e non ha alcuna intenzione di comunicare.

ACCORDO: Massimo è un grande tifoso, per quanto veloce il tempo a bordo di un treno sembra non passare mai e intraprende una conversazione con Giulio rivivendo mentalmente la partita della sera prima.

ACCETTAZIONE: Massimo cede, il treno è pieno e non può andare via, considerato che una fuga sarebbe comunque una chiara comunicazione, improvvisa quattro chiacchiere con Giulio cercando di ricordare notizie e titoli letti o visti in TV.

Conclusione GIULIO SEI TU Questo racconto di esempio ci espone il primo assioma della comunicazione elaborato nel 1967 dalla scuola di Palo Alto “non si può non comunicare”. Oggi tu sei Giulio e Massimo il tuo cliente che in un modo o nell’altro dovrà risponderti. Esistono centinaia di modi per far incontrare te con il cliente, lui dovrà risponderti per forza. Lo storytelling farà la differenza.

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